ROLLINDAGANDO
Il progetto è stato finanziato a valere sui fondi Legge 20 febbraio 2006, n. 77 «Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “Lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO»

Premesse culturali al progetto ROLLINDAGANDO
La comprensione della complessità del centro storico, il suo studio sistematico, e il monitoraggio delle sue trasformazioni, rappresentano una necessità già da tempo avvertita a Genova, alla quale diverse ricerche hanno tentato di dare risposta.
A partire dagli anni Settanta del Novecento, con la Commissione Comunale Vita per il Centro Storico diretta da Giovanni Romano, fu eseguita una prima schedatura degli edifici del centro storico all’interno della cinta muraria del XII secolo; in seguito, negli anni Ottanta con lo Studio Organico d’Insieme e la successiva ricerca Verso Genova Medievale, fu svolta una campagna di rilevazione e di documentazione grafica e fotografica di numerosi palazzi. Il quadro restituito da questi primi studi, limitati all’analisi della Genova medievale e ancora influenzati dalla ricerca di valori storico-monumentali, ebbe il merito di formare, soprattutto in seno all’allora Facoltà di Architettura, una “cultura della città” sulla quale si fondarono le successive e più importanti esperienze.
Le Celebrazioni Colombiane del 1992 che portarono Genova all’attenzione nazionale e internazionale, la nomina nel 1993 di Ennio Poleggi, allora professore della Facoltà di Architettura, alla carica di Assessore Comunale al Centro Storico e la revisione del Piano Regolatore per il Centro Storico, determinarono l’avvio di studi sistematici ed estesi a tutta la “città vecchia”, nella prospettiva di riuscire a individuare linee guida di ragionevole trasformazione rispettose delle sue caratteristiche e della qualità residenziale del costruito.
La sinergia tra Comune e Facoltà di Architettura ebbe come risultato l’elaborazione del programma CIVIS (Criteria to Improbe and Vitalize Inner city-Settlemets) che, attraverso un sistema di rilevazione basato sull’incrocio di dati cartografici, documentali, rilievi e accurati sopralluoghi eseguiti su tutto l’edificato compreso entro le mura del XII secolo, si poneva come ambizioso obiettivo lo sviluppo sostenibile di questa parte di città. CIVIS, cofinanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del programma LIFE, a partire dal 1992, fu articolato in due progetti distinti: CIVIS Ambiente per la creazione di un sistema informativo territoriale e CIVIS Sistema che, attraverso l’istituzione di un osservatorio permanente, si sarebbe poi dovuto occupare della gestione dei dati raccolti e del monitoraggio delle trasformazioni in atto. Il lavoro di rilevazione dei dati e la loro sistematizzazione in un database relazionale interrogabile fu svolto, attraverso la Mappatura culturale della città vecchia, sotto la guida dei professori Ennio Poleggi, Tiziano Mannoni e Andrea Buti. La stratificata realtà del costruito storico fu rilevata, studiata e restituita attraverso carte tematiche e inventariali volte alla rappresentazione delle modalità di trasformazione dell’edilizia nel tempo, alla caratterizzazione dei materiali e alla valutazione del loro esito nella produzione architettonica, alle condizioni di stabilità dell’edificato e alle caratteristiche dei fenomeni di degrado.
Grazie alle ricerche condotte in ambito CIVIS, non solo fu restituita una prima fondamentale visione d’insieme del centro storico, nella sua complessità e nei suoi valori materiali e storici, ma fu sottolineata la persistenza del sistema, precedentemente riconosciuto da Ennio Poleggi, di circa centocinquanta palazzi inseriti in cinque elenchi (i Rolli degli alloggiamenti pubblici) con i quali la Repubblica precettava dimore private adeguate alle “visite di stato”. Fu così codificato il sistema dei Palazzi dei Rolli e aperta la strada alla sua candidatura alla lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO nel 2006.
Il fondamentale contributo di CIVIS, nel 2005 fu arricchito dal progetto RestauroNET, promosso e finanziato dal Comune di Genova, con il quale fu realizzato l’aggiornamento della Mappatura culturale e la sua integrazione con dati relativi al monitoraggio delle attività di recupero che si andavano moltiplicando in città anche sulla scorta di finanziamenti pubblici (dopo le Celebrazioni Colombiane del 1992, nel 2001 Genova fu sede del G8; nel 2004 fu Capitale europea della cultura). RestauroNET, apportando variazioni allo schema di rilevazione di CIVIS, pur mantenendo un’impostazione compatibile per comparare i dati raccolti durante le due rilevazioni, puntò a creare delle sintesi, aggregando gli elementi del costruito, che la Mappatura aveva scomposto e analizzato nelle loro relazioni reciproche, in unità rilevabili qualificanti e caratterizzanti. Furono anche inseriti nuovi dati sul degrado e sugli interventi di restauro e manutenzione, assumendo il dinamismo della trasformazione edilizia come elemento centrale della comprensione dell’edificato e avendo, come fine ultimo, la lettura degli esiti delle scelte amministrative (programmi di intervento pubblico e dinamiche di intervento privato).
Il progetto Rollindagando (2020) si propone come un nuovo aggiornamento della Mappatura culturale a venticinque anni dalla sua realizzazione, seguendo la strada tracciata da RestauroNet per la rilevazione dei fenomeni di degrado e degli interventi di manutenzione e restauro. Il progetto, inserito nel nuovo piano di gestione del sito UNESCO 2020-24, è stato possibile grazie al finanziamento ottenuto dal Comune di Genova (ai sensi della Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti e degli elementi italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella «lista del patrimonio mondiale», posti sotto tutela dell’UNESCO”) ed è stato impostato per la rilevazione sia del sito Unesco, oggetto di studio nella prima fase di lavoro, sia dell’edificato della Buffer Zone, in vista di una successiva programmata estensione dell’aggiornamento.
Lo scopo è monitorare le trasformazioni degli ultimi vent’anni della città vecchia, restituendo una fotografia dello stato attuale, attraverso la lettura degli aspetti strutturali, materiali, superficiali e di uso dell’edificato.

Prof. Arch. Rita Vecchiattini

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