5. Spinola, Giacomo
piazza Fontane Marose, 6



Costruito per Giacomo Spinola (1445 – 1459) su lotti già edificati, è presente in tutti i rolli; negli anni 1576 – 1595 appratiene ad Antonio Spinola “Marmari” ma raggiunge la massima posizione nel 1614 con G. Battista Spinola di Tomaso, letterato e doge nel 1613 – 1615.

Agli inizi del XIX secolo appartiene agli Spinola.
Situato sulla piazza di Luccoli, nel XIII secolo, “luogo” marginale ma strategico perché vicino alla Porta di Santa Caterina, ha una facciata a fasce bicrome e nicchie con statue marmoree di familiari illustri.
Nel secolo XVI, oltre alla sostituzione delle quadrifore per creare nuove finestre, si espande nelL’isolato con una casa da reddito su via di San Sebastiano.
A metà del XIX secolo vengono imposti dal comune pannelli a bassorilievo per mascherare la stiratura delle botteghe verso il basso: una trasformazione della facciata prodotta prima dal generale livellamento della carrabile, dall’acquaverde all’acquasola, con parziale demolizione della piazza superiore degli Spinola (1816 – 1818 circa), poi richiesta dai raccordi successivi della nuova via Carlo Felice (1832 circa) con le vecchie quote della piazza.
Dopo le demolizioni illegittime per ammodernare le finestre (1903) Alfredo D’Andrade e Aurelio Crotta costruiranno le polifore del piano nobile, già sostituite da secoli con aperture rettangolari, come alL’interno erano stati rilevanti i mutamenti alla scala (XVI secolo).
Altrettanto pesanti i lavori di fine Ottocento, introdotti dalla proprietà Migone per ridurre il palazzo a casa d’affitto, sino a moltiplicare vecchie controsoffittature mascherando il solaio ligneo originario del salone, su mensole recanti l’arme Spinola, che oggi é restituito da un progetto di recupero patrocinato dal Banco di Sardegna per collocarvi uffici e agenzia.

Testo tratto da L’Atlante dei Palazzi Genovesi di Ennio Poleggi


 

The Palace was built for Giacomo Spinola (1445-1459) on plots previously built upn and was present in all the rolls. From 1576 to 1595 it belonged to Antonia Spinola “Marmari”, but it reached its greatest splendour in 1614 with G. Battista S. di Tomaso, a man of letters and Doge from 1613 to 1615. It then reverted to the Spinola family in the early 19th century. It is situated in Piazza di Luccoli, a fringe area in the 13th century which was nevertheless of strategic importance owing to the proximity of Porta di Santa Caterina.

It has a façade with alternating coloured strips of stone and niches with marble stautes of famous members of the family. In the 16 century, the mullioned windows and the palace was extended by incorporating a house for rent in Via San Sebastiano. In the mid 19th century, the Council has bas-relief panels added to hide the unsightly effect of the shops added on the ground floor. The façade was altered firstly by rearrangement to the street from Acquaverde to Acquasole, with the partial demolition of the upper Spinola square and subsequently by the junction of the New Via Carlo Felice to the old level of the square. After unnecessary destruction to modernize the windows, Alfredo d’Andrade and Aurelio Crotta rebuilt the multi-light windows of the piano nobile.The building was also heavenly altered at the end of the 19th century by Migone fanily, now has been freshly restored by the Banco di Sardegna in the course of converting the building into one of its branches.