5. Spinola, Giacomo
piazza Fontane Marose, 6



Aree tematiche

Affacciato sul lato breve di quella che oggi la piazza Fontane Marose ma che era un tempo piazza di Luccoli, il palazzo sorge intorno alla metà del Quattrocento per la famiglia Spinola – che lo detiene fino all’inizio del XIX secolo -, presentandosi con una facciata a fasce bicrome bianche e nere (marmo bianco di Carrara e pietra di Promontorio). A memoria degli antenati della famiglia vengono poste, in apposite nicchie inserite nell’assetto architettonico della facciata – e oggi alternate alle quadrifore del piano nobile realizzate da Alfredo d’Andrade e Aurelio Crotta a inizio Novecento -, cinque statue (di cui l’ultima non identificata) raffiguranti, da sinistra verso destra, Oberto, Corrado, Opizzino, Calvot.
Sotto la committenza di Gio. Batta Spinola, doge della Repubblica nel biennio 1613-1615, vengono con tutta probabilità realizzati il cortile con loggia che affacciano sul retro della dimora; allo stesso momento si può assegnare anche la realizzazione della copertura lignea del salone, in travi di larice proveniente della Corsica e recante le armi Spinola.
Dopo una lunga serie di modifiche apportate anche in conseguenza dell’apertura di via Carlo Felice (oggi via XXV aprile, 1832) e alla riorganizzazione dei dislivelli del terreno, l’edificio viene acquistato da Istituto di Credito, che ne avvia un generale restauro e l’adattamento alla nuova funzione tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta del secolo scorso ad opera degli architetti Tommaso Badano e Lionello Calza.


 

The Palace was built for Giacomo Spinola (1445-1459) on plots previously built upn and was present in all the rolls. From 1576 to 1595 it belonged to Antonia Spinola “Marmari”, but it reached its greatest splendour in 1614 with G. Battista S. di Tomaso, a man of letters and Doge from 1613 to 1615. It then reverted to the Spinola family in the early 19th century. It is situated in Piazza di Luccoli, a fringe area in the 13th century which was nevertheless of strategic importance owing to the proximity of Porta di Santa Caterina.

It has a façade with alternating coloured strips of stone and niches with marble stautes of famous members of the family. In the 16 century, the mullioned windows and the palace was extended by incorporating a house for rent in Via San Sebastiano. In the mid 19th century, the Council has bas-relief panels added to hide the unsightly effect of the shops added on the ground floor. The façade was altered firstly by rearrangement to the street from Acquaverde to Acquasole, with the partial demolition of the upper Spinola square and subsequently by the junction of the New Via Carlo Felice to the old level of the square. After unnecessary destruction to modernize the windows, Alfredo d’Andrade and Aurelio Crotta rebuilt the multi-light windows of the piano nobile.The building was also heavenly altered at the end of the 19th century by Migone fanily, now has been freshly restored by the Banco di Sardegna in the course of converting the building into one of its branches.
 
 


I testi sono stati aggiornati grazie al progetto INSIDE STORIES finanziato a valere sui fondi – Legge 20 febbraio 2006, n. 77 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO