35. Spinola Nicolò
via S. Luca, 14



Aree tematiche

L’edifico sorge su preesistenze medievali, ancora ben leggibili nel prospetto, al piano terreno, dove si vedono ancora le colonne medievali a rocchi bianchi e neri che delimitavano i portici aperti sul carrubeous rectus (vico Dritto) – asse portante del tessuto medievale che andava dalla porta dei Vacca fino alle pendici della collina di Castello, antica area di insediamento della città, svolgendosi lungo i percorsi oggi di via Del Campo, via San Luca, via di Canneto il Curto – e i beccatelli. Il generale rifacimento che assegna forme rinascimentali all’unificazione di tre unità abitative di schiera è assegnabile al XVI secolo – cui si susseguono ulteriori ristrutturazioni nel corso del XVII secolo – e alla committenza di Niccolò Spinola e dei suoi successori.
Iscritto nel rollo del 1588 a nome di Gio. Battista Spinola, ambasciatore in Spagna e attivo promotore del rinnovamento di piazza Banchi, l’edificio si distingue per la sua scenografica facciata dipinta, definita dagli affreschi di Ottavio Semino (1560) e di Gio. Andrea Ansaldo (circa 1610) dedicati a storie epiche e allegorie, con scene figurate alternate a motivi architettonici oggi scarsamente leggibile se non nelle aree di sottogronda e nel registro superiore: del resto già Federico Alizeri alla metà del XIX ne lamentava la quasi totale scomparsa.
Il palazzo è caratterizzato da un monumentale portale con erme e volute, forse opera di Giovanni Giacomo Parraca da Valsoldo. Il salone del secondo piano nobile presenta una volta affrescata con al centro Il banchetto degli dei, mentre inserite entro cartelle sono le quattro stagioni e vedute di paesaggio. La decorazione, ascrivibile alla seconda metà del Cinquecento, appare oggi di difficile lettura, a causa dei danni bellici che hanno interessato il palazzo.
 
Bibliografia aggiornata post 1998
E. Poleggi, Genova. Una civiltà di Palazzi, Cinisello Balsamo (Milano) 2002, pp. 93-94 (Palazzo di Nicola e Gio Batta Spinola (1557-1607))


 

Rising from the earlier medieval Palazzo Centurione and Palazzo Gentile, the palace shows the marks of a number of projects commissioned by Nicoló Spinola and his successors undertaken between the later half of the 16th century and the first decades of the 17th.
In the 1588, the residence was included in the rolls under the name of Gio.Battista Spinola, ambassador to Spain and active promoter of the renewal of Piazza Banchi. The building is distinguished by the elaborate façade built by Ottavio Semino and Gio.Andrea Ansaldo (1610), whose frescoes dedicated to “Epic histories and allegories” must have increased the feeling of space in the narrow way.
The palace is very narrow and had to contend with an unusually long layout in which every room was also the corridor to the next. Despite this, the house still boasted a tipically hall and stairway which climbs to the second floor, and all the usual rooms, ante-chambers, and small and large drawing rooms of the latest lifestyle.

The portal was built by Valsoldo with herms ans volutes and echoes the style which Bergamasco had introduced into his doorway at Salita Santa Caterina.
In the 19th century, the residence belonged to Senator Agostino Maglione, a member of the active Enlightened bourgeoise, whose descendants were responsible for restructuting it and dividing it into apartments which have chenged its 16th century aspect and original vertical layout.
Joint after the war to a building which gave on to Piazza Pinelli, it passed into the hands of the Pio Lascito Picasso.
 
 


I testi sono stati aggiornati grazie al progetto INSIDE STORIES finanziato a valere sui fondi – Legge 20 febbraio 2006, n. 77 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO