20. Grimaldi Gerolamo - Palazzo della Meridiana
salita S. Francesco, 4



Aree tematiche

Edificato tra il 1536 e il 1545, il palazzo sorse su quella che era una zona inedificata, vicina alle chiese e ai conventi di San Francesco e di San Siro e le lungo pendici scoscese della collina del Castelletto. Le caratteristiche del sito e la cultura dei committenti, Gerolamo Grimaldi olim Oliva – ricco mercante e potente banchiere, nonché abile diplomatico in stretto rapporto con la Spagna e il Portogallo, dove aveva trascorso la giovinezza – e il figlio Battista – finanziere, collezionista , contribuiscono a definire una tipologia residenziale inedita per Genova che, insieme ad altri palazzi quali quello di Antonio Doria all’Acquasola, segna il rinnovo architettonico in chiave rinascimentale della città, un rinnovo che avviene prima dell’apertura di Strada Nuova e dell’arrivo in città di Galeazzo Alessi.
Rimasta in proprietà dei Grimaldi fino all’Ottocento, momento in cui si verificano numerosi passaggi di proprietà, la dimora viene acquistata dai Mongiardino nel 1885 e affittata, a inizio Novecento, a Evan Mackenzie che vi sistemò la sede della propria società assicurativa, chiamando anche l’architetto Gino Coppedè ad operare alcune modifiche alla struttura e alla decorazione, oltre a operazioni finalizzate puramente all’inserimento dei nuovi uffici, tra cui la copertura del cortile sulla salita di San Francesco con un lucernario liberty e l’intasamento del giardino posteriore. Adibito a ospedale militare durante la Prima Guerra Mondiale e successivamente affittato dal Comune di Genova che vi collocò uffici e servizi al pubblico, l’edificio è oggi proprietà di una società privata che, dopo averlo restaurato, lo ha aperto al pubblico come sede di mostre temporanee, attività culturali e ricevimenti.
A ricostruire l’assetto originario del palazzo, iscritto nelle liste dei Rolli a partire dal 1588 sempre nel primo bussolo, è Pietro Paolo Rubens che lo inserì nella prima edizione della raccolta dedicata a I Palazzi di Genova e pubblicata ad Anversa nel 1622, rilevandone la facciata sud e le planimetrie del piano terreno e del piano nobile. Sono proprio queste ultime a farci comprendere la complessità dell’architettura, organizzata lungo il pendio intorno a due cortili loggiati posti in sequenza e a un giardino concluso da un ninfeo trilobato a nord, corrispettivo di uno analogo a sud, poi eliminato con l’apertura di Strada Nuovissima, oggi via Cairoli, a partire dagli anni settanta del Settecento, operazione che comportò anche il rifacimento del fronte sud con la realizzazione della meridiana che dà oggi il nome al palazzo. Straordinari i giardini, che contribuivano a connettere la dimora con il paesaggio circostante: oggi scomparsi ma descritti nel Seicento dall’architetto tedesco Joseph Furttenbach che, nel suo Newes Itinerarium Italiae, pubblicato a Ulm nel 1627, ne ammira i giochi d’acqua e le grotte, animate da automi e decorate con coralli e conchiglie.
Le scelte della committenza, in particolare di Battista Grimaldi, portarono a soluzioni innovative anche nella decorazione degli ambienti interni, che vide all’opera artisti del calibro di Lazzaro Calvi, Giovanni Battista Castello il Bergamasco e Luca Cambiaso che, nel grande salone del piano nobile, mise in scena, con straordinarie soluzioni prospettiche, la vicenda di Ulisse che saetta i Proci.
 
Bibliografia aggiornata post 1998
E. Poleggi, Genova. Una civiltà di Palazzi, Cinisello Balsamo (Milano) 2002, pp. 37-42 (Palazzo di Gerolamo e Battista Grimaldi olim Oliva (1536 circa – 1545))
E. Poleggi, L’invenzione dei Rolli, catalogo della mostra, Genova 2004
G. Bozzo; L. Magnani; G. Rossini, Palazzo Grimaldi della Meridiana. Una dimora aristocratica genovese, Genova 2010


The palazzo was constructed on a lot of land, alongside the salita San Francesco, purchased by Gerolamo Grimaldi Oliva in 1536: the works hence precede the urbanisation of “Strada Nuova”, an operation from which the new residence drew great benefit since up to that point the area, being on the periphery, was not known for its prestigious residential building.

It is not known who drew up the project and directed the works which were completed in 1545 when the building had already passed into the hands of the son of the founder, Battista. The construction period does, however, precede the work of Galeazzo Alessi in Genoa and that local adaptation of his architectural language which characterises a major part of Genoese residential building between the XVI and XVII centuries.
It is for this reason that the layout and features of the palazzo Grimaldi differ quite substantially from those of the residences built soon after, and only partial similarities can be found in the palazzo Antonio Doria, which was built starting from 1541.
The plan of the original building is documented in the second series of I Palazzi di Genova published by Pietro Paolo Rubens, but since the façade overlooked salita San Francesco, in other words it featured asymmetrical aspects due to the slope of the road, the volume preferred to reproduce the elevation facing the south garden instead of the main elevation.
In actual fact, the main entrance was on salita San Francesco, as it is today: the beautiful marble portal was incorporated into a low terraced screen which closed off the two wings of the building’s U plan.
Over the threshold, the interior colonnaded courtyard was divided into two parts – atrium and courtyard – by a wall of archways on columns; the staircase is located at the back to the left, whilst the rear garden, which was accessed through the doorway, no longer exists, and featured a nymphaeum which was a real draw for the illustrious travellers of the time.
The unusual character of the palazzo is also reflected in the exterior decoration, the work of the Cremona painter Aurelio Busso, since the original surviving front – to the north – reveals excavations with chiaroscuro, in the Roman manner, with the window frames alongside statues in the form of sirens and the bays of the floor above occupied by mock reliefs with the Labours of Hercules.
The interior decoration dates back to the seventh decade of the Sixteenth Century: the vaults of the most important rooms were frescoed by Luca Cambiaso, whilst Lazzaro Calvi worked on the less important areas.
The first alterations date back to 1697, when the first courtyard was covered to become a proper atrium, and rooms constructed in place of the two side loggias and other rooms added to the space over the floor above.
Just before “Strada Nuovissima”, nowadays via Cairoli, opened (1786), resulting in the expropriation of the south garden, the reduction in the height of the façade facing the new road and the construction of a new access, in other words the rebuilding of that entire façade to the design of Giacomo Brusco, the marriage of Maria Antonia Grimaldi, the last heir of the palazzo, meant that the residence passed to the Serra family, who kept it until 1840, when it was bought by the Odero and then the Mongiardino families (1896). Between 1907 and 1913, when it was the headquarters of Lloyd Italico, the architect Gino Coppedè was appointed to carry out was essentially the decoration of the atrium on salita San Francesco and the ceilings of the courtyard, which was also enclosed by a roof light, all in a neo-Renaissance style reflecting an eclectic taste.
By way of compensation, permanent removal of the rear garden can be traced back to the same date; this means that today only the north-facing elevation remains of the original garden layout.
 
 


I testi sono stati aggiornati grazie al progetto INSIDE STORIES finanziato a valere sui fondi – Legge 20 febbraio 2006, n. 77 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO