20. Grimaldi Gerolamo - Palazzo della Meridiana
salita S. Francesco, 4



Aree tematiche

Il palazzo venne costruito su un lotto di terreno, posto lungo la salita San Francesco, acquistato da Gerolamo Grimaldi Oliva nel 1536: i lavori precedono quindi l’urbanizzazione di Strada Nuova, operazione da cui la nuova dimora trasse grandi benefici dato che fino a quel momento l’area, periferica, non era caratterizzata da edilizia civile di prestigio. Si ignora chi abbia steso il progetto e diretto i lavori che risultano comunque conclusi nel 1545 quando l’immobile era già passato nelle mani del figlio del fondatore, Battista. L’epoca di costruzione precede comunque l’attività di Galeazzo Alessi a Genova e quell’adattamento locale del suo linguaggio architettonico che caratterizza gran parte dell’edilizia civile genovese fra XVI e XVII secolo, per cui l’impianto e i caratteri del palazzo Grimaldi si differenziano notevolmente da quelli delle dimore costruite di lì a poco, trovando riscontro solo parzialmente nel palazzo di Antonio Doria, edificato a partire dal 1541.

La pianta dell’edificio originale è documentata nella seconda serie de I Palazzi di Genova pubblicato a cura di Pietro Paolo Rubens (figg. 22 e 23), ma poiché la facciata prospettava su salita San Francesco, ovvero presentava delle asimmetrie dovute alla pendenza della strada, al posto del prospetto principale nel volume si preferì riprodurre quello verso il giardino meridionale (fig. 24). In realtà, proprio come oggi, l’ingresso principale si apriva su salita San Francesco: il bel portale marmoreo era inserito in entro una bassa cortina terrazzata che chiudeva le due ali della pianta a U dell’edificio. Varcata la soglia, la corte interna loggiata risultava divisa in due parti – atrio e cortile – da un diaframma pure di arcate su colonne; in fondo a sinistra si trova il corpo scale, mentre non esiste più il giardino retrostante, il cui accesso era in asse al portale, caratterizzato da un ninfeo che costituiva una vera e propria attrazione per gli illustri viaggiatori del tempo. L’atipicità del palazzo si riscontra anche nella decorazione esterna, opera del pittore cremasco Aurelio Busso, poiché dalla fronte originale superstite – quella a settentrione – si ricava fosse a chiaroscuro, alla maniera romana, con le incorniciature delle finestre affiancate da cariatidi sireniformi e gli interassi del piano più alto occupati da finti rilievi con le Imprese di Ercole. Al settimo decennio del Cinquecento risale la decorazione interna: le volte delle sale più importanti furono affrescate da Luca Cambiaso, mentre in ambienti minori intervenne Lazzaro Calvi. Risale al 1697 una prima manomissione, consistita nella chiusura con una volta del primo cortile, trasformato così in un atrio vero e proprio, nella realizzazione di ambienti al posto dei due loggiati laterali e di altre sale nello spazio soprastante al piano superiore. Poco prima che l’apertura di Strada Nuovissima (1786), l’attuale via Cairoli, determinasse l’esproprio del giardino meridionale, l’abbassamento della quota del prospetto che vi si affacciava al livello della nuova arteria e la realizzazione di un nuovo accesso, ovvero il rifacimento di quell’intera facciata su progetto di Giacomo Brusco, per effetto del matrimonio di Maria Antonia Grimaldi, ultima erede del palazzo, la dimora passò ai Serra, che lo tennero fino al 1840, divenendo successivamente proprietà Odero e poi Mongiardino (1896). Fra 1907 e 1913, quando era sede del Lloyd Italico, l’architetto Gino Coppedé venne incaricato di un intervento essenzialmente decorativo che riguardò l’atrio su salita San Francesco e le volte del cortile, che venne altresì chiuso da un lucernaio, il tutto secondo un gusto eclettico di ispirazione neorinascimentale. Sempre alla stessa data risale, in compenso, la definitiva soppressione del giardino posteriore; sicchè oggi, nell’originaria ambientazione nel verde, resta solo il prospetto settentrionale.

Testo di Piero Boccardo


The palazzo was constructed on a lot of land, alongside the salita San Francesco, purchased by Gerolamo Grimaldi Oliva in 1536: the works hence precede the urbanisation of “Strada Nuova”, an operation from which the new residence drew great benefit since up to that point the area, being on the periphery, was not known for its prestigious residential building.

It is not known who drew up the project and directed the works which were completed in 1545 when the building had already passed into the hands of the son of the founder, Battista. The construction period does, however, precede the work of Galeazzo Alessi in Genoa and that local adaptation of his architectural language which characterises a major part of Genoese residential building between the XVI and XVII centuries.
It is for this reason that the layout and features of the palazzo Grimaldi differ quite substantially from those of the residences built soon after, and only partial similarities can be found in the palazzo Antonio Doria, which was built starting from 1541.
The plan of the original building is documented in the second series of I Palazzi di Genova published by Pietro Paolo Rubens, but since the façade overlooked salita San Francesco, in other words it featured asymmetrical aspects due to the slope of the road, the volume preferred to reproduce the elevation facing the south garden instead of the main elevation.
In actual fact, the main entrance was on salita San Francesco, as it is today: the beautiful marble portal was incorporated into a low terraced screen which closed off the two wings of the building’s U plan.
Over the threshold, the interior colonnaded courtyard was divided into two parts – atrium and courtyard – by a wall of archways on columns; the staircase is located at the back to the left, whilst the rear garden, which was accessed through the doorway, no longer exists, and featured a nymphaeum which was a real draw for the illustrious travellers of the time.
The unusual character of the palazzo is also reflected in the exterior decoration, the work of the Cremona painter Aurelio Busso, since the original surviving front – to the north – reveals excavations with chiaroscuro, in the Roman manner, with the window frames alongside statues in the form of sirens and the bays of the floor above occupied by mock reliefs with the Labours of Hercules.
The interior decoration dates back to the seventh decade of the Sixteenth Century: the vaults of the most important rooms were frescoed by Luca Cambiaso, whilst Lazzaro Calvi worked on the less important areas.
The first alterations date back to 1697, when the first courtyard was covered to become a proper atrium, and rooms constructed in place of the two side loggias and other rooms added to the space over the floor above.
Just before “Strada Nuovissima”, nowadays via Cairoli, opened (1786), resulting in the expropriation of the south garden, the reduction in the height of the façade facing the new road and the construction of a new access, in other words the rebuilding of that entire façade to the design of Giacomo Brusco, the marriage of Maria Antonia Grimaldi, the last heir of the palazzo, meant that the residence passed to the Serra family, who kept it until 1840, when it was bought by the Odero and then the Mongiardino families (1896). Between 1907 and 1913, when it was the headquarters of Lloyd Italico, the architect Gino Coppedè was appointed to carry out was essentially the decoration of the atrium on salita San Francesco and the ceilings of the courtyard, which was also enclosed by a roof light, all in a neo-Renaissance style reflecting an eclectic taste.
By way of compensation, permanent removal of the rear garden can be traced back to the same date; this means that today only the north-facing elevation remains of the original garden layout.