2. Della Rovere Clemente
piazza Rovere, 1



Aree tematiche

All’inizio degli anni ottanta del Cinquecento Clemente Della Rovere, membro di una famiglia originaria del savonese che aveva dato i natali ai papi Sisto IV e Giulio II e trasferitasi a Genova nel 1528 in seguito ad un’alleanza con i Doria, al cui albergo appartennero fino alla metà del XVII secolo, fonda il proprio palazzo in quell’area urbana che connette la Piazza Fontane Marose e, quindi Strada Nuova, con la porta dell’Acquasola del circuito murario cinquecentesco.
Affacciato su una piccola piazza derivante dai numerosi adattamenti subiti dal livello stradale dell’area, il palazzo si configura come un’architettura complessa, formata da due distinte unità edilizie, proprio come viene rilevato da Pietro Paolo Rubens nell’edizione de I Palazzi di Genova del 1652.
Mentre il corpo edilizio minore viene inserito nel Rollo del 1599, al terzo bussolo, la porzione più ampia è presente nelle liste degli ospitaggi a partire dal 1588 e classificata nella categoria più prestigiosa per le successive tre revisioni degli elenchi.
Recentemente restaurate, le facciate del palazzo presentano una decorazione ad affresco che simula un’intelaiatura architettonica con ordine gigante, alto basamento bugnato e finestre a edicola, frutto di una generale ristrutturazione del manufatto operata nel corso del XVIII secolo, quando l’edificio appartenne a Francesco Maria Della Rovere, doge nel biennio 1765-1767, sposo di Caterina Negrone e membro dell’Accademia d’Arcadia, che ne rinnovò anche gli interni con ricche decorazioni a stucco, mobili “alla francese” oltre all’arricchimento della notevole collezione di dipinti della famiglia. È in questo momento che il cui gusto raffinatissimo del committente venne rilevato anche dagli importanti personaggi stranieri in visita alla città in quegli anni: nel 1766 l’abate Richard de Saint Non descrive infatti il Palazzo come “un petit palais in cui les meubles les plus riches, & cependant de très-bon goût”; nello stesso anno, e anche nell’edizione successiva della sua Guida, il Ratti segnala la residenza e ne rileva alcune presenza di un’importante collezione che vantava “alcuni buoni quadri del Castiglione e del Piola, un ritratto di donna del Vandik e una libreria assai scelta”. Attualmente è sede di residenze private.

 


Founded by Clemente della Rovere (1580,1581) and given added elegance by the adjacent square, the palace is a complex building made up of two separate structures, the smallest of which was also included in the rolls 1599.
The hilly nature of the site in outermost outermost reach of urban settlement and an area of religious institutions has strongly influenced the design of the building, making it continually adapt to the regular lowering of the street level.

These town planning changes seem to have affected exclusively the external architecture, since the internal arrangement appears to correspond exactly to that recorded by Rubens (1652 ed.; XIX, Palazzo del Sig. Giulio della Rovere).
The faint traces of painted decoration of the facade overlooking the present Via di San Sebastiano can still be seen, although largely overlaid by a monochrome wash.
 
 


I testi sono stati aggiornati grazie al progetto INSIDE STORIES finanziato a valere sui fondi – Legge 20 febbraio 2006, n. 77 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO