6. Ayrolo Agostino
piazza Fontane Marose, 3-4



Il palazzo, che si affaccia su piazza Fontane Marose con un prospetto di inusuale estensione scandito da ben quattordici assi di finestre e con due portali gemelli, deve la sua origine alla dimora eretta nel 1560-1562 per Francesco de Ugarte, ambasciatore di Spagna presso la Repubblica di Genova. La data di costruzione di questo primo palazzetto, realizzato unificando due case acquistate da Guglielmo Spinola e corrispondente alla porzione occidentale dell’edificio attuale, lo pone in relazione all’avvio dei lavori di Strada Nuova, di cui piazza Fontane Marose costituisce l’accesso storico.

Nel 1588, quando venne steso il “Rollo” di palazzi destinati ad accogliere gli ospiti in visita di stato, il palazzo era già passato in proprietà di Luca Negrone ed accanto, a levante, vi sorgeva quello di Gio.Batta Spinola q. Bernardo, di cui si ignorano le vicende costruttive, ma che a quella data era altresì ritenuto degno di essere inserito nello stesso elenco. Quest’ultimo, successivamente passato in proprietàa Gio.Tomaso Airolo, da questi venne fatto ricostruire a opera dell’architetto Bartolomeo Bianco entro il 1634, data in cui si ottenne l’autorizzazione a fare i balconi con sporto sul suolo pubblico; fu poi il figlio di Gio.Tomaso, Agostino – uno degli uomini più ricchi della città, secondo le testimonianze del tempo – ad acquistare il contiguo palazzo Negrone, ad accorparlo alla dimora paterna e ad avviarne la decorazione interna, verso la metà del XVII secolo, con gli affreschi in una sala di Gio.Maria Bottalla (1644) e Gioacchino Assereto, e, sulla volta della galleria posta in facciata, di Giovanni Battista Carlone.

Agostino Airolo morì di peste nel 1657 carico di debiti, e deve essere in ragione di queste circostanze che l’ormai grande palazzo passò nuovamente di mano, risultando appartenere nel 1664 a Giovanni Battista Negrone, membro di un altro ramo della famiglia che aveva posseduto la porzione occidentale dell’edificio. Al nipote di Giovanni Battista, Gio.Antonio, intorno all’anno 1700 spettò l’incarico a Domenico Parodi di affrescare la volta della sala con La gloria della famiglia Negrone, mentre fu un ulteriore discendente a far sistemare la facciatada Antonio Barabino dopo la metà del XVIII secolo.

Gli ultimi interventi sul prospetto risalgono al 1870, quando in conseguenza della sistemazione altimetrica di piazza Fontane Marose venne rialzato il piano terra e realizzato il portale corrispondente al civico 3 replicando le forme di quello seicentesco del civico 4.

Testo di Piero Boccardo.


 

The palazzo, which overlooks piazza Fontane Marose with an unusually extended façade featuring no fewer than fourteen rows of windows and with twin doorways, owes its origin to the residence erected in 1560-1562 for Francesco de Ugarte, Spanish Ambassador to the Republic of Genoa.
The date of construction of this first building, which was built by combining two houses purchased by Guglielmo Spinola and corresponding to the western portion of the current building, places it in the same period as the start-up of the works on Strada Nuova, for which piazza Fontane Marose represented the old access.

In 1588, when the “Rollo” was drawn up for palazzi to be used to accommodate guests on state visits, ownership of the palazzo had already transferred to Luca Negrone. Alongside the same building, to the east, stood the palazzo of Gio. Batta Spinola q. Bernardo. The construction details of this building are not known, but at that time it was a palazzo considered worthy of inclusion on the same list. This latter building, ownership of which later passed to Gio.Tomaso Airolo, was rebuilt by the owner under the direction of the architect Bartolomeo Bianco by 1634, the date on which authorisation was obtained to build balconies protruding over public land; it was the son of Gio.Tomaso, Agostino – one of the richest men in the city, according to accounts of the time – who purchased the adjacent palazzo Negrone, amalgamated it with the paternal residence and started its interior decoration, towards the middle of the XVII century. This work included frescoes in one room by Gio.Maria Bottalla (1644) and Gioacchino Assereto, and, on the vault of the gallery located on the façade, by Giovanni Battista Carlone. Agostino Airolo died of the plague in 1657 laden with debts, and it must be due to these circumstances that the palazzo, which was by now quite large, changed hands once again. In 1664 it belonged to Giovanni Battista Negrone, a member of another branch of the family who had owned the west portion of the building. It fell to the grandson of Giovanni Battista, Gio. Antonio, in about 1700 to engage Domenico Parodi to fresco the vault of the room with The glory of the Negrone family, whilst it was another descendant who had the facade renovated by Antonio Barabino in the second half of the XVIII century. The last alterations carried out on the elevation date back to 1870, when the ground floor was raised, following the altimetric work in piazza Fontane Marose, and the doorway corresponding to no. 3 was constructed, replicating the seventeenth century layouts of no. 4.