41. Di Negro Emanuele Filiberto
via al Ponte Reale, 2



Aree tematiche

Costruito nel XVII secolo da Emanuele Filiberto Di Negro con la demolizione delle case medievali dei “De Nigro”, che qui possiedono una torre, il palazzo compare per la prima volta nei rolli del 1614 a nome di Pietro Maria Gentile. Un altro Pietro Gentile, dopo duecento anni, é proprietario del palazzo che, più volte citato nelle guide per la preziosa quadreria con dipinti di Reni, Tiziano e Rubens, é definito da Ratti “di mole e altezza non ordinaria e di struttura assai nobile tanto nelL’esteriore facciate quanto nel suo interno” (Ratti 1780, p. 119).

Le facciate, riccamente decorate con stucchi, si ammirano agevolmente, caso raro a Genova, da ampie prospettive, alla grandiosità esterna rispondono atrio e ninfeo del cortile loggiato e scalone a stucchi.
Nell’ottocento, la realizzazione della “carrettiera Carlo Alberto” (oggi via A. Gramsci) che altrove ha rimosso le casupole addossate alla Ripa, ha lasciato intatto il prospetto del palazzo, divenuto ormai “Hotel Feder”, scelto dallo storico tedesco T. Mommsen e dallo scrittore H. Melville nei loro soggiorni in città.
Recentemente restaurato, è destinato ad appartamenti e, solo in parte, a sede di attività commerciali.

Testo tratto da L’Atlante dei Palazzi Genovesi di Ennio Poleggi


 

Built in the 17th century by Emanuele Filiberto di Negro with the demolition of the medieval “De Nigro” houses and tower, the palace appeared in the rolls for the first time in 1614, under the name of Pietro Maria Gentile. Two hundred yeard later another Pietro Gentile was its owner and it was mentioned several times in the Guides because of its collection of pictures includes works by Reni, Titian and Rubens. It was defined by Ratti as being of “uncommon size and height and extremely noble in both its external façade and interior.

The façade, richly decorated with stucco, can be comfortably admired from distant viewpoints. The grandiose exterior is reflected in the entrance hall and nymphaeum an loggiaed courtyard and stuccoed staircase. During the 19th century, the opening of the carrittiera Carlo Alberto (Via Gramsci) which elsewhere caused demolition of houses behind the Ripa, here left the façade intact.