15. Spinola Lazzaro e Giacomo
via Garibaldi, 8-10



Il palazzo costituì l’ultimo lotto edificato sul nuovo asse viario di strada nuova nel torno del XVI secolo e fu commissionato dai cugini Lazzaro e Giacomo Spinola negli anni tra il 1585 e il 1588. Costituito da una tipologia architettonica unica a Genova, che consisteva nel vedere affiancati due immobili identici e speculari, la dimora identificata oggi dal civico numero 10 venne ceduta già nel 1609 a Filippo Adorno, la cui famiglia ne è rimasta proprietaria sino ai giorni nostri.

La decorazione pittorica del palazzo si deve alla committenza di Giovanni Battista Adorno, che nel 1624 chiamò Lazzaro Tavarone, allievo di Luca Cambiaso, a rappresentare le vicende dell’illustre avo Antoniotto Adorno nel salone e in un salotto del piano nobile oltre che nell’atrio del palazzo. Nella sala che affaccia sul giardino al piano terreno, il Tavarone invece illustrò la conquista di Gerusalemme operata durante la prima crociata del 1099 grazie agli stratagemmi di Guglielmo Embriaco e l’acquisizione delle preziose reliquie del Battista, costituite dalle ceneri e dal Sacro Catino.


 

The palace is the last batch built on the new road axis of the Via Aurea in the sixteenth century and was commissioned by the cousins Lazzaro and Giacomo Spinola in the years between 1585 and 1588. The building has a unique architecture in Genoa: it consists of two identical properties, placed side by side. The dwelling identified today by the number 10 was already sold in 1609 to Filippo Adorno, whose family still owns it today.

The pictorial decoration of the building is due to the patronage of Giovanni Battista Adorno, who in 1624 called Lazzaro Tavarone, a pupil of Luca Cambiaso, to represent the events of the illustrious ancestor Antoniotto Adorno. In the room that overlooks the garden on the ground floor, Tavarone illustrated the conquest of Jerusalem made during the First Crusade in 1099 thanks to Guglielmo Embriaco and acquisition of precious relics of John the Baptist: his ashes and the Sacro Catino.