4. Spinola Tomaso
salita S. Caterina, 3



Aree tematiche

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Edificato per Tommaso Spinola su progetto di Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco tra il 1558 e il 1561, il palazzo sorge in adiacenza di quella che era la piazza degli Spinola di Luccoli, molto vicina alla piazza delle Fontane Marose e alla Strada Nuova, in quel momento veri e propri cantieri dell’aggiornamento in chiave rinascimentale della città. Passato, dopo numerosi cambi di proprietà, ai Pessagno nel corso del XIX secolo, il palazzo è oggi sede di abitazioni e uffici a uso privato. Iscritto soltanto nel terzo bussolo del rollo del 1664, l’edificio si affaccia sulla via con un prospetto riccamente definito dagli stucchi eseguiti da Andrea Aprile da Carona su progetto del Bergamasco, raffiguranti, al di sopra di un alto basamento bugnato, erme, mascheroni, festoni di fiori e frutta entro un registro architettonico, anch’esso in stucco, che organizza la facciata in cornici marcapiano e sottolinea le bucature attraverso cornici e cartelle dalle forti connotazioni manieriste, alternando la decorazione plastica a specchiature a fresco realizzate da Andrea Semino con figure di Andromeda, Proserpina e Angelica.
Si accede allo spazio interno dell’atrio attraversando il portale marmoreo pensato dal Bergamasco ed eseguito dagli scultori Giacomo Ponsello e Pompeo Bianchi: in accordo con l’apparato decorativo che connota il prospetto, anche questo manufatto è affiancato da un ordine architettonico antropomorfo che sostiene una trabeazione, i cui moduli sono profondamente rivisti in chiave manierista, a sua volta sormontata da un frontone centinato spezzato che accoglie lo scudo con lo stemma familiare.
Al di là del portale di sviluppa l’ampio atrio, suddiviso in due ambienti da un diaframma pilastrato: entrambi coperti da volta a padiglione su lunette, i due vani presentano decorazione a grottesche e, nel riquadro centrale, Angelica legata alla rupe e Guerriero che interroga due donne (altrimenti interpretato come Andromeda che accoglie Perseo liberatore), opere forse di Ottavio Semino.
Di grande interesse la decorazione interna che vede all’opera, nella maggior parte degli ambienti del primo piano nobile, la bottega dei Semino con Il ratto di Proserpina e Clelia e le compagne che fuggono dal campo di Porsenna (salone). Il secondo piano nobile, invece, in un generale progetto di glorificazione delle glorie e delle virtù familiari, presenta, accanto ad affreschi di Andrea Semino raffiguranti Le truppe di Carlo V che attraversano l’Elba in occasione della battaglia di Mühlberg del 1547, anche un importante affresco di Luca Cambiaso dal soggetto di ancora non certa lettura, ma dalla raffinatissima esecuzione formale. Definito genericamente come la raffigurazione di un Eroe in Parnaso, il ciclo decorativo potrebbe rappresentare invece la vicenda di Cipselo, secondo la narrazione fattane nelle Storie di Erodoto.
 
Bibliografia aggiornata post 1998
R. Erbentraut, Die Spinola-Fresken des Palazzo Pessagno Pallavicino und die Schlacht von Mühlberg, “Zeitschrift fur Kunstgeschichte”, 4.1990, pp. 537-559.
C. Pastor C., R. Ricci, S. Boj, G. Causa, Gli stucchi di palazzo Spinola-Pessagno a Genova. Un caso peculiare del rapporto fra stucco e ambiente. Analisi dei componenti e dei processi di trasformazione, in Lo Stucco. Cultura, Tecnologia, Conoscenza, Atti del Convegno di Studi Bressanone 10-13 luglio 2001, a cura di G. Biscontin, G. Driussi, pp. 483-493.
E. Poleggi, Genova una civiltà di palazzi, Cinisello Balsamo (Milano) 2002, pp. 72-73 (Palazzo di Tommaso Spinola di Luccoli (1558-1561)).
I. Croce (a cura di), La misura della bellezza. I 42 Palazzi dei Rolli, Genova 2009, pp. 17-18.


 

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Situated between the old Piazza degli Spinola di Luccoli and Piazza dei Della Rovere, it was build to a design by Gian Battista Castello (1558 – 1561) for Tomaso Spinola. Castello’s fully Mannerist “signature”” can be seen in the very fine design of the portal with female herms, excuted by Giacomo Ponzello, and Pompeo Bianchi (1560), and in the facade in the imaginative stuccoed and frescoed quadratura, similar to that in Palazzo Imperiale Campetto (1555 -1560) and Palazzo Lomellini in Strada Nuova (1563). Another obvious reference is the triforium; a curtain of the three arches on the ground floor and transparent partitions between entrance hall and stairs, the same as the solution chosen for Tobia Pallavicini’s palace in Strada Nuova (1558), where two diverging flights of stairs provide a theatrical backdrop.

The interior is richly frescoed from the entrance hall to the second floor rawing rooms (Heroes on Parnassus” by Luca Cambiaso and similar subject uncertainly attribuited to Andrea Semino; Magnani 1995, 118). The entrance hall in particular presents “Andromeda naked in front of the Monster” and, in the vault above the entrance to the stairs, “Andromeda welcoming Perseus the liberator” Listed among the property of Pessagno family in the 18th century they still owned it at the end of the 19th and now is a private residence.
 
 


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