34. Pallavicini Cipriano
piazza Fossatello, 2



E’ costruito a fine secolo XV come una grande casa a due abitazioni affiancate, di tradizione medievale, mentre nel 1503 Babilano Pallavicini commette un portale in marmo ai maestri Michele e Antonio Carlone.

Nel 1540 Cipriano Pallavicini, poi arcivescovo di Genova, affida a un autore tuttora anonimo il disegno di una nuova facciata simile alle case romane ideate da Bramante, con una particolare attenzione per lo zoccolo basamentale. Stabilito, come di costume, che l’impegno privato onora anche la città, si pretende, con l’approvazione edilizia, di demolire alcune casupole antistanti, giungendo ad un’operazione urbanistica che realizza la piazza di Fossatello.
Nel 1584, dopo un breve periodo a nome dei Brignole, il palazzo passa a Francesco Pallavicini che é titolare della prima iscrizione ai Rolli (1599, terzo bussolo) così come lo sarà nel rollo successivo (1614, primo bussolo).
Nel secolo XVIII passerà ai Grillo, ai Saporiti e infine nel 1840 a Federico Rayper, immigrato ticinese divenuto fornitore della Regia Marina sarda. La rapida ascesa consente robusti investimenti che svuotano quasi tutto l’involucro per sopraelevarlo, ottenendo una redditizia casa ad appartamenti, con una decorazione di moda neoclassica che ne esalti l’immagine.
Del primo impianto abitativo, che aveva gli ingressi rispettivamente su via del Campo e su via al Ponte Calvi, rimangono il grande portale del Carlone, conservato da oltre un secolo al Victoria and Albert Museum e le incisioni rubensiane (ed. 1652; XII, Palazzo del sig. Babilano Pallavicini) che documentano la incredibile distribuzione di una fabbrica a cavallo tra due epoche e, allo stesso tempo, la qualità del poderono ordine rustico che fascia le botteghe.

Testo tratto da L’Atlante dei Palazzi Genovesi di Ennio Poleggi


 

This building was erected at the end of the 15th century to provide two adjacent residences, in the medieval tradition, in one single large house. In 1503 Babilano P. had a portal in marble made by Michele and Antonio Carbone.
In 1540, Cipriamo Pallavicini, later to become Genoa’sarchbishop, entrusted the design of the fa&ccedel;ade to an architect whose identity remains unknown. In style, it was similar to the ROman houses designed by Bramamnte, with particolar attention being paid to tje groundlevel base. On the bases that private patronage in this scale was to benefit also of the city’s prestige, permisions was granted to demolish some poor house in front; a town plannng operation which resulted in the creation of Piazza of Fossatello.

In 1584, after a brief period in the hands of the Brignole family, the palace passed into the ownership of Francesco P. who was the first owner of the palace to appear in the rolls (1599/3 and 1614/1).
In the 18th century, it belonged first to the Grillo, then the Saporiti families and finally in 1840 to Federico Rayper, an immigrant from Ticino who became a supplier to the Royal Sardinian navy.
His rapid success enabled substantial investments which saw almost all the house gutted and raised, threby obtaining a profitable number of apartments, the whole being decorated in Neoclassical style to add prestige.
Of the original residential plan, with its entrance in Via del Campo and Via di Ponte Calvi, only the large doorway by the Carlone brothers survives, as well as Rubens’ picture.