34. Pallavicini Cipriano
piazza Fossatello, 2



Aree tematiche

Rinnovato tra il 1540 e il 1544 per il cardinale Cipriano Pallavicino, il palazzo sorge tra il 1494 e il 1505, su preesistenze tre-quattrocentesche, su committenza di Cipriano Pallavicino seniore, nell’area di Fossatello, un’area di grande importanza urbana, sede di mercato e posta alla confluenza tra il carrubeus rectus (vico Dritto – nel suo primo tratto oggi conosciuto come via del Campo) e l’asse di penetrazione proveniente dal porto e dalla Ripa Maris di via al Ponte dei Calvi. Il primo assetto architettonico del palazzo era strettamente legato alla presenza del grande portale marmoreo che Cipriano senior aveva commissionato nel 1503 ai maestri Michele e Antonio Carlone per l’accesso alla dimora da via Ponte dei Calvi: inquadrato da due colonne “a candelabra” e concluso da una lunetta con la Madonna e il Bambino, il manufatto è oggi conservato a Londra, esposto al Victoria and Albert Museum.
Oggetto di numerosi passaggi di proprietà in seguito ai dissesti finanziari della famiglia, la dimora passa, già nel 1571 ad Antonio Brignole per tornare, pochissimi anni dopo, nel 1584, ai Pallavicino.
Iscritto nelle liste dei rolli nel 1576, nel secondo bussolo e raffigurato da Pietro Paolo Rubens nella seconda edizione della raccolta dedicata ai Palazzi di Genova e pubblicata ad Anversa nel 1652, il palazzo deve la sua fama alla ristrutturazione “all’antica” che vi opera Cipriano Pallavicino a partire dal 1540: uomo di grande cultura e introdotto negli altri ambienti romani, il cardinale chiede ai Padri del Comune di poter rinnovare la dimora in Fossatello e, in quell’occasione, di poter abbattere due casupole preesistenti e antistanti per giungere anche a un considerevole ampliamento e regolarizzazione del perimetro della stessa piazza. Il modello a cui guarda il Pallavicino – ormai testimoniato nel suo complesso solo dalle incisioni rubensiane a causa delle profonde trasformazioni architettoniche subite nel corso del XIX secolo-, è stato riconosciuto dalla critica nel progetto che era stato approntato nel 1510 a Roma, da Donato Bramante, per il palazzo di Adriano de Caprinis, con botteghe al piano terreno – inserite, insieme al mezzanino di servizio, nel poderoso registro bugnato rustico che accomuna piano terreno e primo piano, “agganciando” il palazzo al terreno – e residenza ai piani superiori, le cui finestre a edicola del piano nobile, sormontate da quelle “a cartella” del mezzanino, sono inserite all’interno di una griglia architettonica definita da elementi dell’ordine architettonico dorico gigante (lesene e trabeazione con fregio a triglifi e metope con bucrani e rosette).
Passato nel corso del Settecento ai Grillo e poi ai Saporiti, la dimora giunge nel 1840 a Federico Rayper, fornitore della Regia Marina sarda, che ne rinnova completamente l’assetto architettonico svuotandolo e sopraelevandolo per ricavarne appartamenti da reddito: è in questo momento che l’edificio acquista il prospetto neoclassico con cui si affaccia ancora oggi sulla piazza.
 
Bibliografia aggiornata post 1998
E. Poleggi, Genova. Una civiltà di Palazzi, Cinisello Balsamo (Milano) 2002, pp. 15-17 (Palazzo di Cipriano Pallavicino (1540))
C. Altavista, Un esempio eccezionale di architettura all’antica a Genova: il palazzo del cardinale Cipriano Pallavicino in piazza Fossatello (1540-44), in “Annali di Architettura” n° 20/2008, pp. 109-123.


 

This building was erected at the end of the 15th century to provide two adjacent residences, in the medieval tradition, in one single large house. In 1503 Babilano P. had a portal in marble made by Michele and Antonio Carbone.
In 1540, Cipriamo Pallavicini, later to become Genoa’sarchbishop, entrusted the design of the fa&ccedel;ade to an architect whose identity remains unknown. In style, it was similar to the ROman houses designed by Bramamnte, with particolar attention being paid to tje groundlevel base. On the bases that private patronage in this scale was to benefit also of the city’s prestige, permisions was granted to demolish some poor house in front; a town plannng operation which resulted in the creation of Piazza of Fossatello.

In 1584, after a brief period in the hands of the Brignole family, the palace passed into the ownership of Francesco P. who was the first owner of the palace to appear in the rolls (1599/3 and 1614/1).
In the 18th century, it belonged first to the Grillo, then the Saporiti families and finally in 1840 to Federico Rayper, an immigrant from Ticino who became a supplier to the Royal Sardinian navy.
His rapid success enabled substantial investments which saw almost all the house gutted and raised, threby obtaining a profitable number of apartments, the whole being decorated in Neoclassical style to add prestige.
Of the original residential plan, with its entrance in Via del Campo and Via di Ponte Calvi, only the large doorway by the Carlone brothers survives, as well as Rubens’ picture.
 
 


I testi sono stati aggiornati grazie al progetto INSIDE STORIES finanziato a valere sui fondi – Legge 20 febbraio 2006, n. 77 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO