31. Centurione Cosmo - Palazzo Durazzo Pallavicini
via Lomellini, 8



Aree tematiche

Edificato per la famiglia di Giorgio Centurione e giunto successivamente in proprietà di Ansaldo Imperiale Lercari, il palazzo subisce vari fasi di rinnovamento nel corso del Settecento ad opera dei Pallavicini, famiglia particolarmente facoltosa anche grazie ai rapporti finanziari intrattenuti con la Spagna e con il ducato di Milano, nel frattempo divenutane proprietaria. Una prima fase di ristrutturazione risale al periodo 1718-1724: protagonista del rinnovo è l’architetto Giacomo Viano, già attivo nella ristrutturazione di Palazzo Rosso e Palazzo Bianco per Maria Durazzo Brignole Sale, chiamato da Paolo Gerolamo III Pallavicini. È in questo momento che l’architettura della dimora, ancora legata ai canoni cinquecenteschi, subisce un primo, sostanziale e completo rinnovamento che comprende anche gli spazi dell’atrio e dello scalone monumentale, le facciate che prospettano sul complesso dei Padri Filippini e sulla via Lomellini, riorganizzate, secondo in canoni settecenteschi, da lesene, timpani e arricchite da motivi floreali a stucco. L’intervento del Viano prevede anche una nuova distribuzione degli spazi interni dell’appartamento di rappresentanza del secondo piano nobile, i cui vani vengono decorati, a partire dal 1729, dagli affreschi di Domenico Parodi e dagli stucchi di Mutoni (Sbarco di Cristoforo Colombo; Allegoria della Fondazione di Genova) e da Giacomo Antonio Boni (Regno di Flora). Si realizza anche una piccola galleria, affrescata sempre dal Parodi che contribuisce, insieme a specchiere, consolles e altri sontuosi arredi, a dare unitarietà agli ambienti e ad aggiornarli al nuovo gusto.
Una seconda fase di ampliamento risale al periodo 1756-1763, quando la costruzione si arricchisce di un piccolo giardino pensile sito al primo piano del primo appartamento in ascendere, immediatamente sopra le stalle e le scuderie, realizzato per dal luce alla “fabbrica aggiunta” ricavata demolendo alcune preesistenze di proprietà che affacciavano sul vico degli Adorno. L’edificio arriva così a occupare l’interno isolato e a estendersi in tutta la profondità a disposizione tra via Lomellini e vico del Campo.
Committenti di questo delicato intervento di ricucitura urbana e architettonica, sostanzialmente finalizzata ad accogliere i diversi appartamenti di due differenti proprietari sono i figli di Paolo Gerolamo; i fratelli Giuseppe e Domenico Pallavicini si affidano ai capi d’opera Bartolomeo e Giovanni Orsolino, suo figlio, per ottenere un ampliamento teso alla realizzazione di maggiori comodità e a un rinnovo anche nel senso del gusto decorativo degli ambienti: protagonista di questa fase è lo stuccatore Alessandro Bollina, artista “lombardo” duttile e aggiornato, in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei più “moderni” committenti del periodo. Il Bollina definisce così la decorazione dell’appartamento del piano di sala e della cappella ispirandosi a modelli francesi e utilizzando cromie rosa-viola azzurre e modelli di ispirazione europea.
Recentemente restaurato, il palazzo è oggi sede di appartamenti privati e uffici.
 
Bibliografia aggiornata post 1998
L. Magnani, E. Gavazza, Pittura e decorazione a Genova e in Liguria nel Settecento, Genova 2000
E. Gavazza, Dai laghi lombardi l’arte degli stuccatori. Pratica, diffusione, aggiornamento del gusto, in Genova e l’Europa continentale: Austria, Germania, Svizzera: opere, artisti, committenti, collezionisti, a cura di P. Boccardo e C. Di Fabio, Genova 2004, pp. 158 – 173.
A. Leonardi, “Istruzioni” per affrescare una stanza. Domenico Parodi nei palazzi Pallavicino e Brignole-Sale, in Genoese Way of life. Vivere da collezionisti tra Seicento e Settecento, Roma, Gangemi, 2013, pp. 173-185.


 

Originally owned by the family of Giorgio Centurione, the palace was eventually inherited by Senatore Ansaldo Imperiale Lercari, who conferred upon it the impressiveness we see today.
Built on a road which has always been important, the residence benefited from the construction of the church and oratory of San Filippo Neri next door (1674 and 1755)
After passing into the hands of the Pallavicini family, who made it their main residence, between 1718 and 1724, the palace underwent its first complete renovation by the architect, Giacomo Viano. Hc modified the original 16th century plan, considerably altering the spatial distribution of the entrance hall and monumental stairs, despite using much of the earlier stairs’ marble and columns. Viano is attribuited with thc main façades giving onto San Filippo and Via Lomellini, divided by stringcourses, pilasters, tympana and floral motifs, as well as the creation of a gallery which was frescoed by D. Parodi with a depiction of “Christopher Columbus disembarking”, and decorated by Mutoni with architectural and decorative motifs in an arcadian style. Between 1756 and 1763, the palace was definitively enlarged, occupying the parcel of land behind, and enriched with a hanging garden “to give light to the new building”. The authors of this delicate task whose aim was in substance lo provide variuus apartments for the two brothers, Giuseppe and Domenico Pallavicini,, were Bartolomeo and Giovanni Orsolina.
Recently restored, it now houses some public offices.
Extracted by “An Atlas of Genoese Palaces”, Ennio Poleggi
 
 


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