29. Balbi Piovera Francesco
via Balbi, 6



Il Palazzo fu di proprietà originaria di Francesco Maria Balbi, successivamente di Marcello Luigi Durazzo e infine di Edilio Raggio, del quale conserva L’attuale toponimo. L’edificio è di origine seicentesca e si inserisce nelL’ambizioso progetto per la realizzazione di una strada di grande importanza cittadina voluta dalle Autorità di Governo della Repubblica di Genova con grida emanata il 9 luglio 1601 a firma di Gio Andrea Costa. La realizzazione della nuova strada era stata giustificata sia da ragioni economiche – avrebbe portato degli utili alla Repubblica – sia da ragioni urbanistiche e di pubblica utilità. Nei verbali della Magistratura dei Padri del Comune vengono quindi esaltate le caratteristiche di pubblica utilità: la nuova strada consente in particolare di realizzare un nuovo e fondamentale sbocco verso L’area del Ponente oltre la Porta di San Tommaso e i confini della città segnati dal passaggio delle mura.

L’edificio oggetto del nostro intervento è l’ultimo a essere realizzato sul lato a mare della nuova strada. La richiesta di realizzazione dell’edificio è presentata da Francesco Maria Balbi nel febbraio del 1657, il successivo 13 aprile viene affidato L’incarico per la costruzione ai “Maestri Michele Moncino e Michele Rusca” individuandone le caratteristiche costruttive principali e la scelta dei materiali. I lavori di costruzione subiscono quasi subito un’interruzione a causa delL’epidemia di peste che sin dalL’anno precedente si era abbattuta sulla Città. Tra le vittime delL’epidemia vi sono anche i due Maestri – il Monchino e il Rusca -, pertanto Francesco Maria Balbi passa L’incarico a Pietro Antonio Corradi nelL’ottobre 1658. L’anno presumibile delL’ultimazione della costruzione dovrebbe essere il 1665. L’edificio era stato costruito per realizzare appartamenti da dare in affitto, grazie a questa destinazione d’uso il Balbi aveva ottenuto particolari privilegi nelL’acquisto dei terreni e negli accordi con L’Amministrazione pubblica. Si ipotizza che L’assetto distributivo originario fosse molto simile a quello di Palazzo Balbi Senarega, ma non è per nulla riscontrabile nelL’attuale situazione. Il palazzo passò a Costantino Balbi ed a lui si devono i primi interventi di modifica nel primo ventennio del Settecento, di taliinterventi si conosce l’esistenza e l’entità dal Libro Mastro iniziato nel 1740 dal primogenito Giacomo Antonio Nel 1824 il Palazzo venne acquistato da Marcello Luigi Durazzo e i quadri ivi esistenti furono portati a Palazzo Spinola di Pellicceria. II Palazzo, in questa occasione venne decorato dalL’architetto Nicolò Laverneda il quale intervenne “in modo contenuto e misurato” decorando le scale, i salotti e i gabinetti, e rifacendo inoltre la porta d’ingresso.
Le opere di rinnovamento più consistenti furono realizzate solo in seguito, dopo L’acquisto del Palazzo da parte di Edilio Raggio, importantissimo imprenditore di fine secolo. II primo intervento segnalato a firma delL’architetto Luigi Rovelli, interessa “il restauro delle facciate coordinandole tutte tra loro e cioè portandole ad avere la stessa architettura”. Un secondo progetto del 1891 comprende anche opere di modifica dell’interno con la demolizione della chiesa di S.Antonio Abate e una sistemazione dei prospetti sui vicoli con la conservazione dell’antico portale dell’oratorio di S.Antonio Abate., incluso L’ampliamento delL’atrio al lato del quale si sviluppa lo scalone sostenuto da archi rampanti e volte a crociera. Lo scalone decorato nel suo sviluppo con finto marmo e succhi si conclude con la volta ornata dalle pitture di Cesare Viazzi. Con la personificazione allegorica di alcuni momenti della storia risorgimentale Fa parte di questo grande intervento di ristrutturazione anche la realizzazione in copertura di un giardino d’inverno di cui oggi rimane, come memoria, solo il volume in ferro e vetro di pregevole fattura.
Attualmente è sede della biblioteca di lettere, Filosofia, Storia Moderna dell’Università degli Studi di Genova.

Testo di Gianni Bozzo.


The Palazzo was owned originally by Francesco Maria Balbi, followed by Marcello Luigi Durazzo and finally by Edilio Raggio, retaining the current placename.

The building is of Seventeenth Century origin and was part of the ambitious project to build a road of huge importance for the city commissioned by the Governing Authorities of the old Republic of Genoa with an edict issued on 9 July 1601 signed by Gio. Andrea Costa.
The construction of the new road had been justified both for economic reasons – it would raise money for the Republic – and for reasons relating to city planning and public benefit. The records of the Magistrature of the Fathers of the City Council illustrate the characteristics providing a benefit to the public: in particular, the new road provided for a new essential access route to the area to the West past the Porta di San Tommaso and the city boundaries marked by the city walls.
The building involved in our project was the last to be constructed on the seafacing side of the new road. The application to construct the building was submitted by Francesco Maria Balbi in February 1657, and on the 13 April the construction work was commissioned from “Maestri Michele Moncino and Michele Rusca” identifying its main design features and the choice of materials. The building works were halted almost immediately due to the epidemic of plague that had swept the City since the previous year. Victims of the epidemic included the two Masters – Monchino and Rusca -, and so Francesco Maria Balbi transferred the project to Pietro Antonio Corradi in October 1658. The construction’s estimated date of completion was 1665.
The building had been constructed in order to develop apartments for rent and it was due to this designated usage that Balbi had obtained special privileges relating to land purchase and in the agreements with the Public Administration.
It is suggested that the original distribution arrangement was very similar to that of Palazzo Balbi Senarega, but the current situation in no way substantiates such a theory.
The palazzo transferred to Costantino Balbi and it was he who was responsible for the first changes made in the first twenty years of the Eighteenth Century; the existence and extent of these works is recorded in the Mastro Book started in 1740 by the first born Giacomo Antonio.
In 1824 the Palazzo was purchased by Marcello Luigi Durazzo and the paintings contained therein were taken to Palazzo Spinola di Pellicceria. On this occasion the Palazzo was decorated by the architect Nicolò Laverneda who worked “in a contained and measured manner” decorating the stairs, drawing rooms and private rooms, and also redesigning the entrance door.
The most major renovation works were carried out later, after the building was purchased by Edilio Raggio, a very important end-of-century entrepreneur. The first project carried out under the name of the architect Luigi Rovelli, involved “the restoration of the facades for purposes of coordination so that they all have the same architecture”.
A second project in 1891 also included alterations to the interior with the demolition of the church of S. Antonio Abate and work on the elevations over the alleys, preserving the old doorway of the oratory of S. Antonio Abate and extending the atrium to the side of which rises the staircase supported by arches and cross vaults.
The staircase decorated along its length with fake marble and stucco work ends with the vaulted ceiling adorned by the paintings of Cesare Viazzi. Alongside the allegorical personification of certain events in the history of the Risorgimento, this major project also included the construction on the roof of a winter garden.
The only reminder of this major refurbishment still existing today is the exquisitely crafted iron and glass work.
It currently houses the library of the Faculty of Letters, Philosophy, and Modern Art of the University of Genoa.