27. Balbi Gio Francesco
via Balbi, 2



Università degli Studi di Genova

Aree tematiche

Posto sul lato a mare del nuovo asse stradale finanziato dai Balbi, il palazzo si delineò in un primo tempo come ampliamento e ricomposizione volumetrica della “domus magna”, edificio che la famiglia possedeva da diverse generazioni ancor prima del tracciamento della via.
Dopo una prima serie di interventi di ampliamento realizzati alla fine del Cinquecento da Gio. Francesco Balbi, l’edificio venne riorganizzato sulle preesistenti strutture per volere di Stefano Balbi, che nel 1614, durante le fasi di costruzione dell’asse stradale e dei palazzi, presentò e fece approvare ai Padri del Comune il progetto per un nuovo prospetto sulla strada e la generale riorganizzazione dei volumi in pianta e in alzato.
Quando gli impegni finanziari portarono Stefano lontano da Genova, gli interventi progettati furono realizzati nel 1649 per volontà di Francesco Maria Balbi: la dimora venne così ascritta nel Rollo del 1664 e inserita nel primo bussolo, segno del grande prestigio raggiunto.
Alla fine degli anni ‘70 del Settecento la proprietà passò ai Cattaneo della Volta, famiglia in grande ascesa all’interno della nobiltà genovese: fu in questa fase che l’architetto camerale Gregorio Petondi nel 1776 venne incaricato di progettare l’accesso al palazzo direttamente dalla Strada e di ridecorare interni ed esterni secondo il nuovo gusto settecentesco.
Alla fine degli anni trenta del Novecento l’immobile fu acquistato dalla compagnia assicuratrice Levante che, in seguito ai danni bellici, si diede carico di un vasto progetto di restauro condotto dall’architetto Luigi Carlo Daneri che, tra il 1947 ed il 1949, ricucì le lacune prodotte dai bombardamenti e ricostruì per analogia quanto distrutto irrimediabilmente.
Nel 2001 l’Università degli Studi di Genova ha acquisito la proprietà del palazzo, adibendolo a sede della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Nella salone al piano nobile (oggi Aula Magna della Scuola di Scienze Umanistiche) è conservata la quadreria che i Cattaneo pensarono per la propria dimora: i ritratti di tre dogi della famiglia e di una Dama Cattaneo con figlia (opere di Gio Enrico Vaymer e di Pellegro Parodi) sono stati recentemente restaurati e ricollocati nella loro posizione originaria dopo un’assenza durata 12 anni in seguito al furto avvenuto nel marzo del 1997.
 
Bibliografia aggiornata post 1998
P. Boccardo, C. Di Fabio (a cura di), El Siglo de los Genoveses e una lunga storia di Arte e Splendori nel Palazzo dei Dogi, Catalogo della mostra, (Genova), Milano 1999
D. Sanguineti, Gio. Enrico Vaymer, Genova 1999
D. Sanguineti, Genovesi in posa. Artefici del ritratto e tipologie, in E. Gavazza, L. Magnani, Pittura e decorazione a Genova e in Liguria nel Settecento, Genova 2000
E. Poleggi (a cura di), L’invenzione dei Rolli. Genova, città di Palazzi, Catalogo della mostra, (Genova), Milano 2004
A. Orlando (a cura di), I Fiori del Barocco. Pittura a Genova dal Naturalismo al Rococò, Catalogo della mostra, (Genova), Milano 2006
R. Vitiello, Palazzo Balbi Cattaneo, in Città, Ateneo, Immagine. Patrimonio storico artistico e sedi dell’Università di Genova, a cura di L. Magnani, Genova. 2014
D. Sanguineti, Genovesi in posa. Appunti sulla ritrattistica tra fine Seicento e Settecento, Genova 2011


 

This ancestral home of the Balbi family was enlarged by Gio.Francesco, the Governor of the Republic (1588/3 rolls), who altered the original nucleus by incorporating some adjacent building.
It stands in a good corner position to the south of the road and was further enlarged in the early 17th century. The modificaions were carried out by Francesco’son Stefano (1614 rolls) and modified the front overlooking the street, opening an imposing, arcaded front with an “acrobatic” re-incorporation (on the present perimeter). In the rolls of 1664 it was still given as the property of Balby family but it was later inherited by Cattaneo family, which commissioned the architect Gregorio Pettondi during the 18th century to add stuccoed decorations to the façade and interior.

During the Second World War the roof collapsed. Rebuild was carried out by Luigi Carlo Daneri, who kept closely to the original design, also restoring structural and decorative features.

 
 


I testi sono stati aggiornati grazie al progetto INSIDE STORIES finanziato a valere sui fondi – Legge 20 febbraio 2006, n. 77 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO